Friday, November 5, 2021

Risotto alla pescatora

Risotto alla pescatora

Risotto alla pescatora

Durata 1 h 10 min

Difficoltà  Intermedia

Origine Interregionale

Uno dei grandi classici di primi piatti di pesce è il risotto alla pescatora. Un piatto completo, ricco di varietà diverse di pesce, può variare in base al gusto personale. Qualcuno ama aggiungere anche un goccio di pomodoro per aggiungere un colore più o meno rosato al riso, altri ci aggiungono un pizzico di peperoncino, altri ancora più puristi preferiscono non aggiungere nulla che possa coprire, o nascondere, la bontà del pesce fresco appena pescato.

Vino in abbinamento: Campi Flegrei DOC Falanghina

Ingredienti

Per 4 persone:

  • 350 gr di Riso Vialone Nano o Carnaroli
  • 500 gr di Cozze
  • 500 gr di Vongole veraci o Lupini
  • 300 gr di Seppe
  • 300 gr di Calamari
  • 4 Scampi
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 litro di brodo di pesce (Fumetto di pesce)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • Olio extravergine di Oliva
  • Prezzemolo q.b.
  • sale

 Prodotti tipici: Riso vialone nano

Procedimento

Il segreto di un ottimo risotto alla pescatora è sia la bontà della materia prima, ma anche il fumetto di pesce, cioè il brodo di pesce con cui cuoceremo il risotto. Infatti a seconda della scelta dei pesci (o crostacei) di avrà un diverso sapore del fumetto che poi si trasmetterà al risotto alla pescatora. Quindi per la preparazione del fumetto vi consiglio di scegliere scarti e teste soprattutto di crostacei come parte principale.

Adesso indipendentemente dalla scelta del fumetto che dovrà essere pronto e bollente al momento della cottura del risotto, passiamo alla pulizia e alla preparazione del pesce.

Per prima cosa pensiamo alla pulizia di vongole e le cozze, in particolare per quest’ultime scrostate i gusci delle cozze con uno spazzolino. Mentre per le vongole fatele spurgare (se non lo sono già) della sabbia al loro interno. Poi si passa alla pulizia di calamari e seppie. Rimuovete le parti non buone come becco e occhi, l’osso trasparente all’interno della testa e le interiora. Sciacquatele per bene sotto l’acqua corrente, e poi tagliate ad anelli i calamari e a listarelle le seppie. Infine sciacquate per bene anche gli scampi.

Pulito tutto il pesce, procuratevi una padella antiaderente o una casseruola bassa, ed aggiungete un fondo d’olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio ed i gambi del prezzemolo (le foglie le terrete da parte per la guarnizione finale). I gambi daranno sapore di prezzemolo all’olio e poi verranno immediatamente rimosse.

Riscaldate a fiamma moderata e dopo un minuto, giusto il tempo per indorare leggeremente l’aglio, versateci dentro le cozze e le vongole. Coprite con un coperchio. Attendete un po’ di tempo per far in modo che sia le cozze che le vongole aprino il loro guscio. Mescolate leggermente e spegnete. Lasciate ancora un minuto a coperchio chiuso. Poi aprite e controllate il contenuto. Scartate sia le vongole che le cozze che presentino ancora il guscio chiuso (non sono buone). Prendete le altre cozze e vongole e cominciate a sgusciarle, raccogliendole a parte. Scegliete le vongole e le cozze più belle che lascerete con il guscio per la guarnizione finale dei piatti.

Per quanto riguarda il fondo della pentola in cui avete cotto i frutti di mare, passatelo in un colino aggiungendo l’acqua di cottura al fumetto di pesce con cui cuocerete il sugo.

Adesso procuratevi una casseruola ben capiente in cui preparerete il risotto. Aggiungete un filo d’olio extravergine di oliva ed uno spicchio d’aglio. Fate rosolare per un paio di minuti, poi togliete l’aglio. Aggiungete a questo punto gli scampi e fateli rosolare fino a completa cottura. Poi toglieteli dalla casseruola e sostituiteli nella pentola con il riso. Fatelo tostare per bene nell’olio mescolandolo per qualche minuto, poi sfumate con un paio di mestolate di fumetto di pesce.

A questo punto aggiungete le seppie ed i calamari tagliati e mescolateli insieme al resto del riso. Continuate la cottura del riso aggiungendo via via dell’altro fumetto non appena il risotto abbia assorbito gran parte del fondo di cottura. Assaggiate e regolate di sale. A cottura ultimata del risotto alla pescatora, aggiungete i frutti di mari sgusciati e spegnete, continuando la cottura a fuoco spento e mescolando ancora per un minuto o due.

Cominciate a servire il risotto alla pescatora preparando dapprima le diverse porzioni. Stendete dapprima una base di risotto alla pescatora, poi guarnite con uno scampo per piatto, e poi con le vongole e le cozze ancora con il guscio che avevate messo da parte. Infine aggiungete una leggera spolverata di prezzemolo tritato.



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Risotto ai funghi porcini

Risotto ai funghi porcini

Risotto ai funghi porcini

Durata 30 min

Difficoltà  Facile

Origine Interregionale

In autunno si possono trovare degli ottimi porcini freschi, e quindi quale migliore occasione di gustare un bel risotto ai funghi porcini? Per il resto dell’anno si possono utilizzare i funghi porcini secchi, facilmente reperibili in qualsiasi supermercato. Questo piatto, tipicamente autunnale, è ottimo da servire a cena per gli amanti di questo tipo di fungo molto aromatico e saporito.

Vino in abbinamento: Trebbiano d’Abruzzo DOC

Ingredienti

Per 4 persone:

  • 350 gr di Riso Vialone Nano o Carnaroli
  • 500 gr di Porcini freschi o 25 gr di Porcini secchi
  • 1 Scalogno o una piccola cipolla
  • 1 litro di brodo
  • Grana Padano grattugiato
  • Olio extravergine di oliva
  • Burro q.b.
  • Sale

 Prodotti tipici: Riso vialone nano

Procedimento

Procuratevi una casseruola ben capiente ed aggiungeteci un fondo di olio extravergine di oliva o due noci di burro. Prendete uno scalogno e tritatelo finemente, o se preferite, utilizzate una piccola cipolla. Fate rosolare lo scalogno per 3-4 minuti fino a quando sarà perfettamente imbiondito e poi versateci dentro il riso.

Mescolate per qualche minuto il riso per farlo ben tostare, e poi sfumate con un paio di mestolate di brodo bollente ed aggiungete i funghi secchi precedentemente ammollati in acqua calda. Mescolate e lasciate cuocere il riso gradualmente aggiungendo via via il brodo quando questo si sarà assorbito. Regolate di sale. Quando il riso avrà raggiunto la cottura, fate assorbire il brodo rimasto e poi spegnete. Aggiungete una grossa noce di burro e cominciate a mescolare per bene il risotto fino a completo scioglimento del burro per farlo mantecare.

In questa fase potete aggiungere, a vostro piacimento, del Grana Padano grattugiato. Continuate a mescolare e poi servite il risotto ai funghi porcini ben caldo.



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Thursday, November 4, 2021

Le migliori ricette per il Risotto

Le migliori ricette per il risotto

Il Riso ed il Risotto

Il riso costituisce l’alimento fondamentale di gran parte dell’Asia e di alcune zone dell’Africa. E’ inoltre diffuso anche negli altri continenti, presente in diversa misura nelle cucine tradizionali dei vari paesi. In Italia, il riso, anche se non è considerato un alimento fondamentale, riveste un ruolo importante nella tradizione gastronomica italiana. La preparazione più tipica è infatti il risotto.

La preparazione del risotto

Ma cosa contraddistingue il risotto dalle altre preparazioni?

Il risotto è definibile in quanto tale se per la sua preparazione ha seguito una determinata modalità di cottura, detta anche risottatura. Spesso questo tipo di cottura viene utilizzato di recente anche per quanto riguarda la cottura di altri cereali come l’orzo (gli orzotti) e alcuni tipi di pasta.

Per preparare un risotto si deve seguire, quindi, a grandi linee, la seguente procedura. Si mette in una casseruola del grasso che può essere olio di oliva o burro (a seconda della preferenza regionale) con a volte l’aggiunta di altri grassi animali come dadini di lardo o pancetta. Poi, in questo grasso reso liquido dal calore, si fa rosolare una cipolla ( o dello scalogno) con o senza la presenza di altri “odori” (aglio, erbe aromatiche, sedano, carota, ecc.).

Risotto alla milanese 03
Il riso viene aggiunto al soffritto di base per tostare.

Dopo l’imbiondimento della cipolla si aggiunge il riso che si lascia tostare per qualche minuto fino a quando i chicchi siano diventati lucidi e trasparenti, segno di aver assorbito il grasso. A questo punto, si comincia la fase di aggiunta del brodo che dovrà essere sempre bollente per evitare di “freddare” la cottura del riso e compromettere così il risultato finale.

Si continua ad aggiungere il brodo facendolo assorbire dal riso, e poi riaggiungere un altro mestolo fino a completa cottura del riso. Si spegne così il fuoco e si aggiunge un po’ di burro e del grana grattugiato. Si mescola il riso fino a che tutto il riso non sia ben sciolto, ottenendo così la mantecatura.

La consistenza del riso

Questo aspetto può variare sia dalle regioni che dal gusto e le mode dei tempi. In Lombardia, per esempio, il risotto si serve “all’onda“: il riso a completa cottura mantiene ancora un consistenza morbida e cremosa che si estende come un’onda una volta versato sul piatto.

Un po’ di confusione

Altre preparazioni sempre a base di riso vengono spesso erroneamente chiamati risotti. Spesso vengono chiamati tali minestre e zuppe di legumi in cui il riso assorbe gradualmente la minestra fino a raggiungere una consistenza simile a quelle dei risotti. In realtà si tratta di minestre di riso e zuppe di riso. Anche gli arroces spagnoli, come la paella, in cui il riso subisce una cottura lenta al forno assorbendo i liquidi emessi dagli altri ingredienti aggiunti, vengono spessi confusi per dei risotti.

I grandi risotti della tradizione

Risotto alla mantovana

Risotto alla mantovana (Riso alla Pilota)

Risotti al vino

Alcuni risotti vengono cotti, oltre che con il brodo, anche con l’aggiunta di vino. Ottenendo così tutta una serie di risotti ottenuti con vini locali che ne esaltano le peculiarità ed il colore.

Risotti con formaggio

Durante la fase di mantecatura, si possono aggiungere oltre al burro, anche dei formaggi che fondendo, forniscono al risotto, oltre al loro sapore, una bella consistenza cremosa. Ne abbiamo infatti moltissime ricette, ognuna basata su un diverso formaggio, spesso abbinato ad altri ingredienti che ne smorzano il sapore (radicchio, aceto balsamico) o aggiungano croccantezza (frutta secca come nocciole, pistacchio e noci).

Risotti con verdure

Risotti con salumi e affettati tipici

Risotti con il pesce

Il risotto avanzato

Il risotto avanzato non viene mai sprecato e può essere utilizzato per moltissime altre preparazioni. Alcuni risotti si prestano perfettamente per essere appallottolati e poi impanati per farne delle crocchette da friggere e servire. Ne abbiamo moltissimi esempi anche nella tradizione come gli arancini ed i supplì. Il risotto alla milanese se avanzato, si presta perfettamente per la preparazione del riso al salto.



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Monday, November 1, 2021

Gamberi lardellati su crema di ceci

Gamberi lardellati su crema di ceci

Gamberi lardellati su crema di ceci

Durata 30 min

Difficoltà  Intermedia

Origine Interregionale

In genere i ceci si sposano benissimo con moltissimi altri ingredienti, tra cui anche il pesce ed il maiale. I gamberi lardellati su crema di ceci, sono un’ottima combinazione in cui ogni ingredienti gioca perfettamente il suo ruolo. I gamberi, carnosi e saporiti giocano in ruolo del protagonista. La pancetta, grazie al suo grassetto rilasciato rende saporitissimi i gamberi, lasciandoli morbidi e non asciutti. Inoltre aggiungono quella parte di croccantezza ai gamberi. La crema di ceci fa da sfondo a tutto il resto, sposando e mitigando in bocca i due ingredienti principali.

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 8 Gamberi
  • 400 g di ceci già lessati
  • 8 fette sottili di pancetta
  • 1 rametto di Rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 cipolla di piccole dimensioni
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale

Preparazione

Prendete una casseruola e aggiungeteci un fondo di olio extravergine di oliva ed uno spicchio d’aglio, ed un rametto di rosmarino. Lascate rosolare per un minuto lo spicchio d’aglio e poi versateci dentro i gamberi con tutto il guscio. Fate rosolare il tutto per qualche minuto, poi spegnete. Togliete i gamberi dalla casseruola e separate le teste dalle code. Sgusciate le code, raccogliendo a parte i gamberi sgusciati, mentre riporrete i gusci e le teste dei gamberi nuovamente nella casseruola.

Riscaldate nuovamente la casseruola, avendo rimosso lo spicchio d’aglio ed il rosmarino, e al primo sfrigolio sfumate con tre bicchieri di acqua. Aggiungete una carota sbucciata, la costa di un sedano ed una piccola cipolla. Aggiungete un po’ di sale e portate ad ebollizione. Fate sobbollire il brodo per circa 20 minuti. Poi una volta pronto il brodo, trasferitelo in un’altra pentola facendolo filtrare attraverso un colabrodo, in modo da rimuovere i gusci, le teste e gli odori.

Rimettete ancora il brodo sotto la fiamma e questa volta aggiungete i ceci già lessati in precedenza. Lasciate restringere un po’ per qualche minuto e poi passate il tutto con un frullatore ad immersione, in modo da ottenere una crema di ceci. Regolate la consistenza della crema di ceci a vostro piacimento. Per restringerla potete continuare a tenerla sul fuoco.

Nel frattempo prendete una padella antiaderente e disponeteci le fettine di pancetta. Fatele rosolare per bene e poi spegnete. Prendete le fettine di pancetta ancora ben calde ed untuose ed usatele per avvolgere i gamberi sgusciati.

Per ciascuna porzione, versate la crema di ceci come fondo del piatto, e poi disponeteci sopra due gamberi lardellati. Servite quando ancora la crema di ceci è ben calda.



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Wednesday, October 27, 2021

Pasta al pesto e pomodorini

Pasta al pesto e pomodorini

Durata 20 min

Difficoltà  Facile

Origine Interregionale

La pasta al pesto e pomodorini è una variante più leggera e sugosa del classico piatto. Infatti il sugo dei pomodorini freschi allunga, per così dire, il pesto alla genovese rendendolo più leggero che meglio si adatta a primi piatti di pasta corta. Si possono condire in questo modo le penne, le farfalle, i sedanini e anche i rigatoni.

Ingredienti

Dosi per 4 persone:

  • 100 gr di Pesto alla genovese
  • 400 gr di Pasta corta (penne, farfalle, ecc..)
  • 250 gr di Pomodorini maturi
  • Parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio extravergine di Oliva
  • Sale

Come preparare il Pesto alla Genovese

Preparazione

In una padella aggiungete un filo d’olio extravergine di oliva ed uno spicchio d’aglio. Lasciatelo rosolare per qualche minuto, poi aggiungete i pomodorini maturi tagliati a metà, o se di maggiori dimensioni (tipo piccadilly per esempio) tagliati a pezzi. Aggiungete un po’ di sale e lasciate passire il pomodoro lentamente a fuoco lento e con un coperchio.

Quando si sarà formato un bel sughetto, togliete lo spicchio d’aglio.

Nel frattempo mettete a bollire una pentola di acqua e una volta giunto il bollore, aggiungete una presa di sale grosso e poi calateci la pasta corta. Quando la pasta avrà raggiunto un buon livello di cottura, scolatela e poi versatela nella padella con il sugo di pomodorini freschi. Fate saltare per un paio di minuti aggiungendo un po’ di acqua di cottura e poi aggiungete il pesto alla genovese. Mescolate per bene e spegnete.

A questo punto servite le porzioni aggiungendo abbondante parmigiano grattugiato. La pasta al pesto e pomodorini deve essere servita immediatamente.

Versione estiva

Esiste un’altra variante di questa ricetta, particolarmente adatta per la stagione estiva, ed è un piatto di pasta fredda.

I pomodorini maturi vengono tagliati a pezzi e raccolti in una ciotola insieme ad olio extravergine di oliva e sale. Nel frattempo si lascia cuocere la pasta corta e poi si scola. La si condisce con del pesto alla genovese ed infine si aggiungono i pomodorini maturi a pezzi. Si mescola il tutto e poi si lascia la pasta al pesto e pomodorini a raffreddare in frigo.

Si serve quindi come pasta fredda.



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Monday, October 25, 2021

Spoja lorda con salsiccia e radicchio

Spoja lorda con salsiccia e radicchio

Spoja lorda con salsiccia e radicchio

Durata 1 h

Difficoltà  Intermedia

Origine Emilia Romagna

Oggi vi proponiamo la spoja lorda con salsiccia e radicchio, una ricetta tipica romagnola. La spoja lorda, letteralmente “sfoglia sporca”, è un formato di pasta fresca della zona di Faenza e del Ravennate in Romagna. Si chiama così perché la pasta sfoglia all’uovo viene leggermente farcita con del formaggio morbido (tradizionalmente il Raviggiolo) misto a parmigiano grattugiato e uovo, quindi “sporcata”. Di piccole dimensioni, viene tradizionalmente preparato in un caldo brodo di carne, ma può essere servita asciutta e servita con ragù bianchi, tipo di salsiccia o altri affettati tritati.

Ingredienti

Dosi per la preparazione della pasta:

  • 200 gr Farina
  • 100 gr di Semola di Grano duro
  • 3 Uova
  • Sale

Dosi per la farcia

  • 120 gr Stracchino ( o Raviggiolo)
  • 60 gr di Parmigiano
  • 1 Uovo

Per il condimento:

  • 3 Salsicce
  • 2 radicchi di medie dimensioni
  • 1 spicchio d’Aglio
  • Olio extravergine di oliva o Burro
  • Sale

Preparazione

Per la preparazione delle sfoglie di pasta fresca, potete utilizzare la classica spianatoia oppure fare uso di una planetaria. In entrambe i casi preparate la classica fontana con la miscela di farina 00 di grano tenero e la semola di grano duro. Poi aggiungerete tre uova ed un pizzico di sale. Cominciate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio e lavorabile che si staccherà dai bordi. Se l’impasto fosse troppo farinoso, aggiungente un goccio di acqua, se invece fosse troppo liquido, aggiungete un po’ di farina. Raggiunta la giusta consistenza, formate una palla con l’impasto e lasciatela riposare.

Nel frattempo prepariamo la farcia. Prendete una ciotola e metteteci dentro, il parmigiano reggiano grattugiato, lo stracchino ed un uovo. Cominciate a mescolare vigorosamente gli ingredienti fino ad ottenere un impasto cremoso ed omogeneo (dovrà essere spalmabile).

A questo punto riprendete l’impasto. Qui sarà necessario obbligatoriamente lavorare su una spianatoia. Infarinatela e poi stendete due sfoglie sottili. Queste dovranno avere le stesse dimesnioni perchè poi dovranno essere sovrapposte. Potete usare sia il mattarello che aiutarvi con la macchinetta per stendere la pasta. Adagiate le due sfoglie sulla spianatoia precedentemente infarinata, e su una delle due, spalmate uno strato sottile dell’impasto cremoso usato per la farcitura. Potete aiutarvi con una lingua di gatto per ottenere buoni risultati. Poi adagiate l’altra sfoglia sopra questa facendo attenzione che i bordi combacino perfettamente. Procuratevi una ruota dentata e cominciate a tagliare dapprima delle striscioline (premete bene per far aderire i due strati di pasta frolla mentre tagliate) di circa 1 cm di larghezza. Poi suddividete le striscioline in raviolini di circa 2 cm di lunghezza sempre con la ruota dentata. Adesso che avete ottenuto la spoja lorda, raccoglietela in un vassoio cosparso di semola per evitare che questa si attacchi l’un l’altra.

Adesso occupiamoci della preparazione del condimento. Procuratevi una padella antiaderente, ed versateci un filo leggero di olio di oliva o una noce di burro. Aggiungete uno spicchio d’aglio e poi le salsicce spellate e sbriciolate. Riscaldate e fate rosolare la salsiccia, aiutandovi a sbriciolarla finemente con un mestolo di legno o una forchetta. Fate rosolare per bene e poi raccogliete la salsiccia in un contenitore a parte, lasciando il grasso di cottura nella padella. Eliminate lo spicchio d’aglio.

Nella stessa padella sempre sul fuoco, aggiungete il radicchio tagliato a listarelle sottili. Lasciate rosolare il radicchio fino a quando sarà perfettamente passito. Aggiungete un po’ di acqua e regolate di sale. Nel frattempo occupatevi della cottura di spoja lorda. In questo caso potete usare dell’acqua oppure del brodo di scarto (tipo di dado).Riscaldate del brodo di carne e versateci dentro la spoja lorda fino a cottura.

A cottura ultimata, scolate la spoja lorda e versatela nella padella insieme al radicchio passito. Aggiungete anche la salsiccia sbriolata che avevate messo da parte e fate saltare per un paio di minuti. Servite la spoja lorda con salsiccia e radicchio con una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato.



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Spoja lorda

Spoja lorda

Spoja lorda

Durata 1 h

Difficoltà  Intermedia

Origine Emilia Romagna

La spoja lorda, letteralmente “sfoglia sporca”, è un formato di pasta fresca della zona di Faenza e del Ravennate in Romagna. Si chiama così perché la pasta sfoglia all’uovo viene leggermente farcita con del formaggio morbido (tradizionalmente il Raviggiolo) misto a parmigiano grattugiato e uovo, quindi “sporcata”. Di piccole dimensioni, viene tradizionalmente preparato in un caldo brodo di carne.

Ingredienti

Dosi per la preparazione della pasta:

  • 200 gr Farina
  • 100 gr di Semola di Grano duro
  • 3 Uova
  • Sale

Dosi per la farcia

  • 120 gr Stracchino ( o Raviggiolo)
  • 60 gr di Parmigiano
  • 1 Uovo

Per il condimento

  • 1 litro di Brodo di carne

Preparazione

Per la preparazione delle sfoglie di pasta fresca, potete utilizzare la classica spianatoia oppure fare uso di una planetaria. In entrambe i casi preparate la classica fontana con la miscela di farina 00 di grano tenero e la semola di grano duro. Poi aggiungerete tre uova ed un pizzico di sale. Cominciate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio e lavorabile che si staccherà dai bordi. Se l’impasto fosse troppo farinoso, aggiungente un goccio di acqua, se invece fosse troppo liquido, aggiungete un po’ di farina. Raggiunta la giusta consistenza, formate una palla con l’impasto e lasciatela riposare.

Nel frattempo prepariamo la farcia. Prendete una ciotola e metteteci dentro, il parmigiano reggiano grattugiato, lo stracchino ed un uovo. Cominciate a mescolare vigorosamente gli ingredienti fino ad ottenere un impasto cremoso ed omogeneo (dovrà essere spalmabile).

A questo punto riprendete l’impasto. Qui sarà necessario obbligatoriamente lavorare su una spianatoia. Infarinatela e poi stendete due sfoglie sottili. Queste dovranno avere le stesse dimesnioni perchè poi dovranno essere sovrapposte. Potete usare sia il mattarello che aiutarvi con la macchinetta per stendere la pasta. Adagiate le due sfoglie sulla spianatoia precedentemente infarinata, e su una delle due, spalmate uno strato sottile dell’impasto cremoso usato per la farcitura. Potete aiutarvi con una lingua di gatto per ottenere buoni risultati. Poi adagiate l’altra sfoglia sopra questa facendo attenzione che i bordi combacino perfettamente. Procuratevi una ruota dentata e cominciate a tagliare dapprima delle striscioline (premete bene per far aderire i due strati di pasta frolla mentre tagliate) di circa 1 cm di larghezza. Poi suddividete le striscioline in raviolini di circa 2 cm di lunghezza sempre con la ruota dentata. Adesso che avete ottenuto la spoja lorda, raccoglietela in un vassoio cosparso di semola per evitare che questa si attacchi l’un l’altra.

Riscaldate del brodo di carne e versateci dentro la spoja lorda fino a cottura. Per la cottura dovrebbero essere necessari circa 5-6 minuti. Comunque vedrete galleggiare la spoja lorda sopra il brodo…segno che la pasta sarà cotta. Per un risultato migliore, vi consiglio di cuocere la spoja lorda in un brodo di scarto (anche di dado) e poi a cottura ultimata versarlo nel brodo di carne di qualità.

Spoja lorda 06

Servite il brodo con la spoja lorda ben caldo, fornendo anche una ciotolina con del parmigiano reggiano grattugiato e del pepe da macinare per chi ne volesse far uso.



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