Wednesday, January 25, 2017

Abbacchio con le patate

Abbacchio con le patate

Abbacchio con le patate

Tempo 100x100Durata: 1 h 10 min

mattarelloDifficoltà: bassa      

lazio   Origine: Lazio

L’abbacchio con le patate è una ricetta tipica del Lazio. Tra i secondi piatti di carne a Roma è forse il più amato e non manca mai la domenica nelle tavole dei romani. La carne di abbacchio, cioè un agnello da latte, è da sempre legata alla cucina tradizionale laziale, di cui molte ricette ne fa da protagonista. Il motivo di questo è proprio la ricchezza di pascoli tipica del territorio laziale, in cui la carne ovina e i prodotti come latte e formaggi sono da sempre i protagonisti delle ricette romane e laziali. Il termine abbacchio sembrerebbe derivare dal verbo abbacchiare, che significa “uccidere”. Ma molto più probabilmente questo nome deriva dal termine latino “ovicula” che significa pecorella.

Ingredienti

Per 4 persone

Abbacchio 1 Kg
Patate 500g
Aglio 1 spicchio
Rosmarino 1 rametto
Olio extravergine di oliva q.b.
Pepe q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Prendete l’abbacchio e tagliatelo a pezzi. Una volta tagliato cospargete la superficie con un misto di olio, sale, rosmarino e pepe. L’intera superficie dei pezzi di agnello deve essere unta.

Prendete le patate e dopo averle lavate e sbucciate tagliatele a tocchettoni.

Poi prendete una teglia e metteteci dentro un buon filo di olio extravergine di oliva, poi le patate a tocchettoni. Date una bella grattata di pepe e aggiungete il rametto di rosmarino e i due spicchi d’aglio schiacciati ma mantenendo la buccia. Poi salate. Con un mestolo di legno mescolate le patate a pezzi in modo che si cospargano per bene dell’olio e degli aromi. Poi quando saranno ben unte in ogni sua parte equidistribuitele per bene nella teglia. Le patate dovranno formare un solo strato e non sovrapporsi tra di loro. Questo permetterà di avere delle patate al forno ben croccanti.

Mettete poi i pezzi di abbacchio sul letto di patate.

Riscaldate il forno a 190°C e mettete la teglia con l’abbacchio con le patate a cuocere. Lasciate la teglia in forno per circa 1 ora, girando di tanto in tanto la carne e le patate. Se i pezzi che avete tagliato sono molto grossi, la cottura potrebbe richiedere più tempo, l’abbacchio deve risultare ben cotto anche all’interno.

Una volta cotto, sfornate la teglia, e trasferite l’abbacchio con le patate in un bel vassoio. Servite il piatto ben caldo.

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Capretto al forno con le patate

Capretto al forno con le patate

Capretto al forno con le patate

Tempo 100x100Durata: 1h 15 min

Difficoltà: media

   Origine: Calabria

Il capretto al forno con le patate è una ricetta tipica pasquale preparata in molte regioni d’Italia tra cui la Calabria. Il capretto è una carne adatta per gli arrosti, ed in particolar modo come l’abbacchio viene da sempre tradizionalmente preparato durante il periodo di Pasqua, spesso abbinato con le patate, il tutto per creare un arrosto d’eccezione.

Ingredienti

Per 4 persone

Capretto 1 Kg
Patate 600g
Cipolla 1
Rosmarino 1 rametto
Olio extravergine di oliva q.b
Sale

Preparazione

Prendete una casseruola e aggiungete un filo d’olio di oliva. Aggiungete il capretto tagliati a piccoli pezzi e fatelo rosolare per bene nell’olio bollente. Quando sarà ben rosolato in ogni sua parte, spegnete il fuoco.

Prendete una grossa teglia, versateci all’interno un abbondante filo d’olio. Poi mondate e tagliate la cipolla a fette in modo da formare dei grossi anelli. Prendete le patate, sbucciatele e poi tagliatele a piccoli spicchi. Suddividete il rametto di rosmarino in tanti piccoli pezzi e disponeteli nella teglia. Mescolate per bene le patate e le cipolle in modo che siano ben unte per tutta la loro superficie. Poi disponete sopra questo strato i pezzi di capretto ben rosolati. Salate il tutto.

Riscaldate il forno a 200°C e mettete il capretto a cuocere per circa un’ora. Controllate il livello di cottura. Il capretto dovrà assumere sempre di più un colore bruno mentre non mescolate le patate finchè non avranno formato una buona crosticina, altrimenti si sfalderanno. Quando i pezzi di capretto saranno ben scuriti rigirateli e continuate la cottura sull’altro lato.

Servite il capretto al forno ben caldo contornato dalle patate e cipolla arrosto.

 

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Cozze ripiene alla calabrese

Cozze ripiene alla calabrese

Cozze ripiene alla calabrese

Tempo 100x100Durata: 1h 15 min

Difficoltà: media

   Origine: Calabria

Le cozze ripiene sono una ricetta molto diffusa in Calabria. Frutto di mare pressoché preparato e cotto in tutta italia, in Calabria si caratterizza per l’abbondante quantità di pan grattato, l’utilizzo di pomodori nell’impasto e nell’immancabile piccantezza data dal peperoncino, ingrediente immancabile in tutte le ricette calabresi.

Ingredienti

Per 4 persone

Cozze 16
Pomodori maturi 200g
Cipolla 1/2
Aglio 3 spicchi
Peperoncino 1
Pangrattato 6 cucchiai
Pecorino grattugiato 2 cucchiai
Prezzemolo 1 mazzetto
Basilico 3-4 foglie
Olio extravergine di oliva q.b
Sale

Preparazione

Prendete le cozze e pulitele per bene direttamente sotto l’acqua corrente grattando con una spugnetta direttamente sui loro gusci, eliminando così tutte le impurità, una volta ben pulite, mettetele in una grossa ciotola colma di acqua salata e lasciatele a spurgare nell’acqua per almeno un’ora.

Nel frattempo, prendete un pentolino, riempitelo di acqua e portatela ad ebollizione. All’interno scottate i pomodori lasciandoli cuocere per circa 5 minuti. Poi una volta scottati scolateli. Rimuovete la pelle e la parte interna con i semi. Passateli poi in un passaverdure, raccogliendo la polpa in una ciotola. Aggiungete alla passata di pomodoro le foglie di basilico e il peperoncino calabrese tritato finemente. Aggiungete un pizzico di sale e lasciate raffreddare il pomodoro (se ancora caldo), comunque lasciate a riposo il pomodoro per almeno mezz’ora.

Prendete una grossa padella, aggiungete un filo d’olio extravergine di oliva e due spicchi d’aglio interi. Aggiungete le cozze dopo averle scolate e sciacquate sempre nell’acqua corrente. Riscaldate a fuoco vivace e ponete un coperchio sopra la padella. Le cozze dovrebbe aprirsi al calore. Spegnete il fuoco, ed eliminate le cozze che non si sono aperte. Togliete le cozze dalla padelle e conservate il liquido di cottura.

Prendete una piccola padellina e aggiungete un filo d’olio. Aggiungete la cipolla e l’ultimo spicchio d’aglio tritato finemente. Fate soffriggere per 4-5 minuti poi trasferite sia l’olio che il soffritto nella ciotola dove avete messo il pomodoro. Aggiungete il pangrattato, il pecorino grattugiato e le foglie di prezzemolo tritate finemente. Mescolate il tutto, aggiungendo anche il liquido di cottura delle cozze. Regolate di sale.

Prendete poi le cozze aperte e scartate uno dei due gusci (quello senza cozza 😉 ). Poi riempite il guscio con il ripieno che avete preparato direttamente sopra la cozza. Poi disponetele sopra una teglia. Una volta riempite tutte aggiungete un filo d’olio e infornate in un forno già caldo a 200°C per circa 10 minuti.

Servite le cozze ripiene alla calabrese ben calde.

 

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Cuddrurieddri

Cuddrurieddri

Cuddrurieddri

Tempo 100x100Durata: 1h 15 min

Difficoltà: media

   Origine: Calabria

I cuddurieddri o cullurielli sono dei dolcetti tipici della zona di Cosenza in Calabria. Ciambelle fritte dolci di farina e patate venivano tradizionalmente preparate durante il periodo natalizio.

Ingredienti

Per 4 persone

Farina 1 Kg
Patate 400g
Acqua
Lievito di birra 13g
Olio per friggere q.b.
Zucchero semolato q.b.
Sale 5g

Preparazione

Prendete una pentola e metteteci all’interno le patate con tutta la buccia, precedentemente lavate. Lessatele. Testate il grado di cottura con la punta di una forchetta. Una volta morbide anche all’interno scolatele e lasciatele raffreddare. Quando cominceranno ad essere tiepide rimuovete la buccia e poi passatele in uno schiacciapatate. Raccogliete la polpa delle patate all’interno di una ciotola.

Preparate una spianatoia, o al limite utilizzate una ciotola molto larga. Versateci la farina, la purea di patate e il lievito stemperato in una tazzina da caffè. Aggiungete inoltre un cucchiaio di zucchero ed un pizzico di sale. Cominciate ad impastare amalgamando per bene tutti gli ingredienti. Se il composto dovesse risultare troppo asciutto tanto da non amalgamarsi per bene aggiungete ancora un po’ di acqua.

L’impasto dovrà risultare liscio ed omogeneo. Formate un panetto, fateci un taglio a croce sopra e copritelo con un canovaccio. Lasciate riposare l’impasto per almeno 3 ore in un luogo riparato.

Una volta trascorso il tempo, l’impasto dovrà risultare raddoppiato di volume. Prendete delle porzioni da esso formando delle palline della dimensione di arance. Disponetele su di un vassoio distanziate l’una dall’altra. Poi copritele ancora con il canovaccio e lasciatele lievitare per un’altra ora circa.

Preparate una grossa pentola per frittura, riempitela di olio per friggere e portatelo ad alta temperatura. Prendete una pallina dopo l’altra, e con le mani allargatela premendo con la mano al centro in modo da formare un buco. Mettete i cuddurieddri a friggere nell’olio bollente, facendoli dorare dapprima da un lato e poi dall’altro. Scolatele e lasciatele asciugare su carta assorbente. Poi passateli in un contenitore pieno di zucchero semolato sia da entrambe i lati

Servite i cuddurieddri ben caldi

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Struncatura

Struncatura

Struncatura

Tempo 100x100Durata: 20 min

Difficoltà: media

   Origine: Calabria

La struncatura o stroncatura è un piatto tipico di Reggio Calabria. La stroncatura più precisamente è un formato di pasta simile alle linguine, originariamente era fatta con il materiale di scarto della produzione della farina (si dice che veniva spazzata via da terra) e per motivi igienici ne è stata proibita la produzione. Oggi la struncatura viene nuovamente preparata, però utilizzando materiali di prima qualità come il grano integrale. La sua trafilatura al bronzo e le sue farine integrali ne fanno un prodotto di alta qualità con una ruvidezza che ne caratterizza la grande coesione con i condimenti. Questo formato di pasta viene generalmente condito con un sugo a base di alici e mollica (struncatura ca alici), oggi arricchito spesso con olive, capperi, pomodiri freschi o secchi.

Ingredienti

Per 4 persone

Struncatura 350g
Alici sottolio 4 filetti
Pomodirini maturi 100g
Pangratto 4 cucchiai
Capperi 1 cucchiaio
Olive verdi schiacciate (o nere) 1 cucchiaio
Peperoncino 1
Aglio 2 spicchi
Olio extravergine di  oliva q.b
Sale

Preparazione

Prendete una pentola e riempitela di acqua. Portate ad ebollizione e poi aggiungete una presa di sale. Versate la struncatura e fatela cuocere per il tempo necessario per una cottura al dente.

Nel frattempo prepariamo il condimento, prendete una padella aggiungete un filo d’olio extra vergine di oliva, due spicchi d’aglio interi con la buccia schiacciati, il peperoncino fresco tagliato a pezzi, i filetti di acciughe. Fate soffriggere l’aglio per 3-4 minuti poi aggiungete anche i capperi e le olive. Dopo un altro minuto, aggiungete i pomodorini freschi tagliati a pezzi e un pizzico di sale. Mescolate per bene e continuate la cottura.

In un pentolino a parte aggiungete un po’ di olio e il pangrattato. Tostate il pangrattato nell’olio.

Nel frattempo la stroncatura dovrebbe essere cotta. Scolatela e fatela saltare nella padella con il sugo di pomodori, alici e gli altri ingredienti. Mescolate a fuoco acceso per un paio di minuti, aggiungendo anche il pangrattato tostato.

Servite la stroncatura ben calda. Se vi piace potete guarnire con un po’ di prezzemolo tritato.

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Tuesday, January 24, 2017

Crispeddi ca alici

 Crispeddi ca alici

Crispeddi ca alici

Tempo 100x100Durata: 1 h + 4 h  di riposo

Difficoltà: media

   Origine: Calabria

Le frittelle con le alici, o crispeddi ca alici, sono una ricetta tipica della Calabria, in particolare di Reggio Calabria, in cui vengono preparati anche nella versione dolce. Frittelle di pasta lievitata vengono farcite con le alici, ma a volta anche arricchite di ricotta (che le rende più morbide). Tradizionalmente quelle dolci venivano preparate nel periodo natalizio, oggi nella versione salata sono un ottimo antipasto per cominciare un pranzo degno della vera tradizione calabrese.

Ingredienti

Per 4 persone

Farina 250g
Alici salate 80g
Lievito di birra 15g
Olio per friggere q.b.
Sale

Preparazione

Prendete una ciotola e versateci all’interno la farina. Preparate una tazza di acqua in cui all’interno stempererete il lievito. Una volta che tutto il lievito si sarà disciolto versatelo in un incavo che avete formato al centro della ciotola di farina. Aggiungete un pizzico di sale e cominciate ad impastare per bene facendo incorporare tutta l’acqua con il lievito nella farina. Mescolate per bene e aggiungete altra acqua facendo in modo che l’impasto risulti abbastanza morbido. Lavorate per bene l’impasto continuando ad impastare per circa 20 minuti (necessario). Se preferite utilizzate una macchina impastatrice che farà il lavoro per voi  ;).

Una volta impastato per bene lasciate riposare l’impasto nella ciotola per circa 4 ore, tenendolo coperto con un canovaccio.

Trascorso il tempo dovreste trovare l’impasto molto accresciuto e di consistenza spumosa. Prendete con le mani unte di olio una piccola porzione pari a quella di una noce e inserite all’interno un’alice dissalata e deliscata. Poi appollottolatela delicatamente senza premere e formate una specie di polpetta, i crispeddi appunto.

Prendete una pentola adatta per la frittura, riempitela di olio per friggere. Portatelo ad alta temperatura e friggete via via i crispeddi. Quando risulteranno gonfi e dorati toglieteli dall’olio di frittura con un mestolo forato, scolateli e poi poneteli ad asciugare su di un foglio di carta assorbente.

Servite i crispeddi ca alici ben caldi.

 

 

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Turdilli

Turdilli

Turdilli

Tempo 100x100Durata: 1h 15 min

Difficoltà: difficile

   Origine: Calabria

I turdilli sono dei dolcetti tipici della Calabria, in particolare della zona di Cosenza. Il nome dovrebbe indicare dei piccoli tordi, e questi gnocchetti di pasta aromatizzata all’arancia e cannella vengono imbevuti di vino dolce cotto e miele. Sono delle vere leccornie e venivano tradizionalmente preparati durante il periodo natalizio.

Ingredienti

Per 4 persone

Farina 500g
Vino dolce 2 bicchieri
Scorza d’arancia 1
Cannella 1 cucchiaino
Miele 150g
Olio per friggere q.b
Sale

Preparazione

Prendete un piccolo pentolino a aggiungeteci i due bicchieri di vino con un cucchiaio di olio ed un pizzico di sale. Scaldate il vino fino a farlo bollire e continuate la cottura per un paio di minuti. Fermate la cottura e lasciate raffreddare.

Preparate una spianatoia e versateci la farina a fontana con un incavo al centro. Nell’incavo versateci il vino cotto dolce, la scorza grattugiata di una arancia, 1 cucchiaino abbondante di cannella. Impastate il tutto per bene fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.

Prendete porzioni dell’impasto e arrotolatelo sulla spianatoia infarinata in modo da ottenere dei bastoncini di circa 2 cm di diametro. Tagliate i bastoncini in tante piccole sezioni (come gnocchetti) di circa 3-4 cm di lunghezza. Ogni gnocchetto ottenuto passatelo su una tavoletta rigata, in modo da dargli la rigatura e premete per dagli un certo livello di incavatura.

Prendete una pentola adatta alla frittura, riempitela di olio per friggere e portatelo ad alta temperatura. Friggete i turdilli un po’ per volta, in modo da non farli troppo aderire l’uno con l’altro e favorendo la cottura. Poi una volta ben dorati, scolateli utilizzando un mestolo forato. Sgocciolateli per bene e lasciateli asciugare su uno strato di carta assorbente in modo da rimuovere l’unto in eccesso.

Prendete un piccolo tegamino e scaldateci del miele. Il miele caldo diventerà più fluido, utilizzatelo così caldo per bagnare i turdilli sopra un piatto di portata. Se volete insaporite con un’ulteriore spolverata di cannella.

Servite i turdilli ben caldi.

A volte al posto del miele, i turdilli vengono immersi nel vino cotto.

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