Tuesday, April 4, 2017

Ravioli ricotta e spinaci

 Ravioli ricotta e spinaci

Ravioli ricotta e spinaci

Tempo 100x100Durata: 1 h                 

Difficoltà: intermedia            

 Origine: Italia

I ravioli ricotta e spinaci sono un piatto tipico della gastronomia italiana. Diffuso praticamente in quasi tutte le regioni d’Italia (dove è presente la ricotta), questo piatto di pasta ripiena è da sempre la gioia di tutti i commensali. Sia con burro e salvia che al pomodoro, questo tipo di ravioli non richiede sughi troppo importanti dato che ne andrebbero a compromettere il sapore delicato.

Ingredienti

Per 4 persone

Farina 340g
Uova 3
Ricotta 150g
Spinaci freschi 250g
Noce moscata q.b.
Parmigiano reggiano 40g
Salvia 8 foglie
Burro q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Preparate una spianatoia e disponete la farina a fontana con il classico incavo al centro. Rompete le uova e aggiungete un pizzico di sale. Cominciate ad impastare dapprima gradualmente poi via via sempre più vigorosamente in modo da far incorporare le uova piano piano alla farina. Aggiungete un po’ di olio se volete aumentarne leggermente l’elasticità. Continuate ad impastare utilizzando i palmi delle mani ed imprimendo una certa forza. Continuate così per circa 15 minuti in modo da ottenere un impasto elastico, liscio ed omogeneo. Formate una palla e ricopritela con la pellicola trasparente. Lasciatela riposare per circa 30 minuti.

Nel frattempo prendete gli spinaci freschi, lavateli, eliminate le radici. Prendete una pentola capiente, riempitela di acqua e portatela a bollore. Ad ebollizione immergete gli spinaci scottandoli solo per pochi minuti, devono ammorbidirsi e non perdere tutte le sostanze all’interno. Scolate e lasciate raffreddare gli spinaci. Una volta raffreddati sminuzzateli su di un tagliere con un coltello da verdura e poi raccoglieteli all’interno di una ciotola. Aggiungete poi la ricotta, spezzettatela e cominciate ad impastarla con gli spinaci. Aggiungete una bella grattata di noce moscata, un po’ di sale e 40g di parmigiano reggiano grattugiato. Continuate a mescolare finché gli ingredienti non risulteranno ben amalgamati.

Trascorso il tempo del riposo dell’impasto, togliete la pellicola trasparente e cominciate a stendere una sfoglia con l’impasto sopra la spianatoia con un mattarello. Lo spessore della sfoglia deve essere quanto mai sottile (non superate i 2 mm). Poi ottenuta la sfoglia dividetela in lughe strisce di circa 10 cm di larghezza. A circa 3 cm di distanza da un bordo delle strisce di sfoglia disponete delle palline di impasto, grandi all’incirca come una noce. Queste dovranno essere distanziate circa 4 cm l’una dall’altra. Quando avete finito ripiegate in due la striscia di sfoglia in modo da ricoprire le palline di impasto di ricotta. Schiacciate bene tra gli spazi dei ripieni facendo aderire il più possibile i due strati di sfoglia. Poi con una rotella dentata tagliate i ravioli di circa 4 cm di lato. Passando con la rotella dentata inoltre aiuterete a far aderire i bordi dei ravioli.

Il resto dell’impasto, reimpastatelo e riutilizzatelo per fare altri ravioli.

Disponete i ravioli su di un vassoio con un po’ di farina di semola, in modo che asciughino per bene e non si attacchino tra di loro.

Prendete una padella, aggiungete due grosse noci di burro e le foglie di salvia. Fate sciogliere il burro e poi soffriggere le foglie di salvia.

Nel frattempo mettete a bollire una pentola di acqua. Raggiunto il bollore aggiungete una presa di sale e poi versate i ravioli. Fate cuocere i ravioli e poi raccoglieteli con un mestolo forato. Non scolateli, è facile che si rovinino (soprattutto se i ravioli sono di grosse dimensioni). Metttete i ravioli nella padella con burro e salvia e fateli leggermente saltare.

 

Impiattate i ravioli ricotta e spinaci ben caldi guarnendo con un po’ di foglie di salvia e un’abbondante spolverata di parmigiano reggiano grattugiato.

 

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Monday, April 3, 2017

Lagane e fagioli

lagane e fagioli

Lagane e fagioli

Tempo 100x100Durata:   1h e 20 min  + 12 h di riposo

ricetta difficolta intermediaDifficoltà: media                               

basilicataOrigine: Basilicata

Le lagane e fagioli è una ricetta tipica lucana. In ogni regione d’Italia esiste una versione di pasta e legumi che ha fortemente caratterizzato le gastronomie locali. In Basilicata le lagane con i fagioli hanno da sempre rappresentato un piatto sostanzioso, saporito e molto nutriente, soprattutto per le classi contadine. Oggi questo piatto è rimasto forte nella tradizione, anche se sempre più spesso lo strutto è stato sostituito dall’olio extravergine di oliva.

Ingredienti

Per l’impasto

Semola di grano duro 400g
Fagioli 250g
Aglio 2 spicchi
Peperomncino piccante 1
Passata di pomodoro 1 cucchiaio
Strutto (od olio extravergine d’oliva) q.b.
Sale q.b.

Preparazione

Prendete una ciotola, versateci i fagioli secchi e poi finite di riempire con acqua fresca. Lasciate i fagioli in ammollo per tutta la nottata. La mattina seguente scolateli e lasciateli asciugare su di un canovaccio.

Riempite una pentola con i fagioli e acqua, salate e portate ad ebollizione. Fate lessare per bene i fagioli per oltre un’ora.

Nel frattempo preparate una spianatoia con al centro la farina di semola a fontana. Versate al centro 150ml di acqua tiepida leggermente salata e cominciate ad impastare. Continuate ad impastare finchè non otterrete un composto omogeneo e compatto. Una volta ottenuta la giusta consistenza formate una palla e lasciate riposare l’impasto per circa 30 minuti.

Trascorso il tempo riprendete la pasta e stendete una sfoglia sottile di circa mezzo millimetro di spessore. Ritagliate su di essa tantissime striscioline di una larghezza compresa tra le tagliatelle e le pappardelle (circa 1 cm). Una volta tagliate attorcigliatele leggermente su di un vassoio con un po’ di semola in modo da farle asciugare per bene, almeno per circa 20 minuti.

Finita la cottura dei fagioli, prendete una casseruola, aggiungete un cucchiaio di strutto (o un filo d’olio extravergine di oliva) e gli spicchi d’aglio ed il peperoncino tritati. Fate soffriggere l’aglio ed il peperoncino per un paio di minuti, poi aggiungete un cucchiaio (o un paio) di passata di pomodoro ed i fagioli con un paio di mestoli di brodo di cottura. Fate asciugare il brodo a fuoco vivo. (Qui potete scegliere se volete cuocere le lagane nel brodo di fagioli o in acqua salata)

Se volete cuocere le lagane nel brodo di fagioli, invece di far asciugare il brodo, versate le lagane direttamente nel sugo aggiungendo molto brodo (i tempi di cottura crescono però). Altrimenti potete pre cuocerle a parte e poi aggiungerle in un secondo momento.

Nel frattempo mettete a bollire una pentola piena di acqua. Raggiunto il bollore aggiungete una presa di sale. Versateci le lagane e cuocetele per circa 6-8 minuti (dipende dallo spessore della pasta che avete fatto). Scolatele ed aggiungetele alla casseruola con il sugo di fagioli. Mescolate per bene e continuate la cottura per 5 minuti aggiungendo altro brodo se necessario e poi servite.

Le lagane e fagioli vanno servite ben calde.

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Spaghetti ai ricci di mare

spaghetti ai ricci di mare

Spaghetti ai ricci di mare

Tempo 100x100Durata: 30 min                      

 Difficoltà: intermedia              

SardegnaOrigine: Sardegna

Gli spaghetti ai ricci di mare sono una ricetta tipica in Sardegna. Un tempo questo piatto era considerato un piatto povero, di bassa qualità, che sfruttava l’abbondanza di ricci di mare lungo le coste sarde. Oggi questo piatto è un piatto molto ricercato e raffinato, degno di stare tra i primi piatti di classe.

Ingredienti

Per 4 persone:

Spaghetti 320g
Ricci di mare 20
Aglio 2 spicchi
Peperoncino 1
Prezzemolo 1 mazzetto
Olio di oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Prendete i ricci lavateli e sciacquateli sotto l’acqua corrente ed apriteli. Evitate di farvi male, teneteli saldamente con la mano sinistra con un guanto ed un panno, ed infilate la punta di una lama appuntita (anche la punta delle forbici) nell’opercolo alla base del riccio. Incidete via via il guscio nella parte piatta, quindi tagliate tutto il riccio seguendo la circonferenza. Eliminate la base, e con un cucchiaino estraete la polpa arancione all’interno. Quando effettuate questa operazione tenete una ciotolina sotto in modo da raccogliere il liquido che fuoriuscirà dai ricci di mare. Lasciate due ricci di mare tagliati a metà per guarnire i piatti alla fine.

Prendete una pentola, riempitela di acqua e portate a bollore. Una volta giunta l’ebollizione aggiungete una presa di sale e poi gli spaghetti. Cuocete gli spaghetti al dente (circa 8 minuti).

Nel frattempo prendete una padella, aggiungete un filo di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio interi con tutta la buccia schiacciandoli, e il peperoncino tagliato a metà e privato dei semi. Fate dorare gli spicchi d’aglio per 3-4 minuti poi eliminate l’aglio ed aggiungete la polpa di riccio insieme al prezzemolo tritato finemente. Fate rosolare per appena pochi secondi e poi spegnete.

Scolate la pasta, versatela nella padella con i ricci di mare e fateli saltare nel sugo in modo che si insaporiscano per bene.

Servite gli spaghetti con i ricci di mare ben caldi, guarnite ogni piatto con un mezzo guscio di riccio di mare.

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Seadas

seadas - ricetta

Seadas

Tempo 100x100Durata: 1 h e 30 min                      

ricetta difficolta difficile Difficoltà: difficile                  

SardegnaOrigine: Sardegna

Le seadas sono un dolce tipico sardo. La seada (al singolare) o sebada, è un dolce il cui nome deriva dalla parola latina sebum, per il fatto che veniva preparato con lo strutto e formaggio, e quindi di consistenza unta, grassa. Di tradizioni storiche antichissime, come molte altre ricette sarde, le seadas sono le eredi di ricette che risalgono al tempo degli antichi romani, dove moltissime fonti e testimonianze descrivono dolci preparati allo stesso modo. Nei secoli successivi, questo dolcetto veniva tradizionalmente preparato nelle zone in cui si praticava la pastorizia, e per le grandi occasioni in particolare per le feste pasquali. Oggi le seadas hanno riscosso un enorme successo, tali da essere preparate e consumate pressoché in tutta la Sardegna ed in ogni periodo dell’anno.

Ingredienti

Per 4 persone:

Ricotta di pecora 400g
Farina 500g
Semola di grano duro rimacinata q.b.
Strutto 50g
Miele q.b.
Olio di oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Prendete la ricotta fresca e passatela attraverso un setaccio in modo da renderla più fine ed uniforme. Mettete la ricotta setacciata in una casseruola, aggiungete un bicchiere di acqua, un cucchiaio di semola e la scorza grattugiata di un’arancia.  Riscaldate a fuoco bassissimo mescolando gli ingredienti finchè non si saranno ben amalgamati tra di loro formando una sorta di impasto.

Dopo averlo fatto raffreddare, ma ancora tiepido, prendete con le mani inumidite delle piccole porzioni di impasto. Modellate le porzioni una per volta, formando dei piccoli dischi di circa 7-8 cm di diametro. Mano a mano che li fate, disponeteli su di un canovaccio in modo che si possano asciugare.

Adesso pensiamo alla preparazione della pasta. Versate la farina su di una spianatoia. Formate una fontana e ponete al centro lo strutto (se non lo avete sostituitelo con il burro) e mezzo bicchiere di acqua tiepida salata. Lavorate l’impasto delicatamente con le mani, poi sempre più vigorosamente, aggiungendo ulteriore acqua se necessario. Lavorate la pasta via via sempre più energicamente, finchè non avrai ottenuto un impasto elastico e compatto.

Formate due sfoglie sottilissime di uguali dimensioni. Sulla prima disponete i dischi di ripieno a qualche centimetro di distanza l’uno dall’altro. Poi coprite attentamente la prima sfoglia con la seconda, premendo con le dita intorno alle farce in modo da sigillare i bordi e favorire l’adesione tra le due sfoglie.

Prendete la rotella dentata e cominciate a tagliare dei cerchi in corrispondenza delle farce, formando così dalle sfoglie via via i seadas.

Prendete una pentola per friggere, riempitela d’olio e portate ad alta temperatura. Friggete le seadas una dopo l’altra e poi una volta cotte e dorate, trasferitele su carta assorbente ad asciugare.

Servite la seadas ben calde con abbondante miele.

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Sunday, April 2, 2017

Birra Mastino Teodorico

birra mastino teodorico

Birra Mastino Teodorico

Stile: Imperial Stout

Alc. 9.0%

bicchiere per pilsnerPinta inglese – Servire a 7-9°C

La birra mastino teodorico è una Imperial Stout con melata di bosco dal colore nero intenso e schiuma compatta e densa. Al naso caffè e cacao fondente che si rippropone sul palato con corpo avvolgente e vellutato.

La Imperial Stout è dedicata alla figura di Teodorico, Re dei Goti nel 500 d.C. Calato in Italia con i suoi barbari, sconfisse, nella città di Verona, il suo avversario, dando inizio a un lungo periodo di pace e prosperità. Non faceva parte della signoria degli Scaligeri, anche perché comparve sulla scena molti secoli prima, ma amò molto la città, tanto da risiedervi per lunghi periodi facendosi costruire appositamente uno splendido castello sulle rive del fiume.

ll regno di Teodorico in Italia durò quasi trent’anni, un periodo eccezionalmente lungo se si pensa alla velocità con cui si erano susseguiti gli imperatori negli ultimi decenni dell’impero. L’ abilità con cui Teodorico regnò assicurarono una vera e propria rinascita del territorio … dal quale provengono buona parte degli ingredienti che caratterizzano questa splendida birra

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Fregula con frutti di mare

fregola con frutti di mare

Fregula con frutti di mare

Tempo 100x100Durata: 1h 10 min min              

Difficoltà: intermedia

   Origine: Sardegna

La fregula con frutti di mare è una tipica ricetta della Sardegna. La fregula, erroneamente chiamata fregola, è un tipo di pasta di antichissima tradizione sarda, alcune documentazioni ne riportano il commercio nel X secolo, ma le sue origini sono anteriori. Il nome è di derivazione latina da ferculum, che si potrebbe tradurre come briciola. Questa pasta ha origini simili a quelle del cous cous, viene prodotta dalla semola di grano e poi tostata in forno, passaggio fondamentale che gli conferisce il suo particolare sapore. Questo tipo di pasta viene abbinato con moltissimi sughi, una di queste ricette la vuole con cozze e vongole esaltando così il sapore del mare.

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone:

Fregula tostata 250g
Vongole 500g
Cozze 500g
Aglio 1 spicchio
Passata di pomodoro 2 tazze
Brodo di pesce 1 litro
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Prendete le cozze, lavatele per bene in acqua corrente, spazzolando i gusci. Sciacquate per bene anche le vongole.

Poi prendete la padella ed aggiungete un filo d’olio e le cozze. Cominciate a riscaldare tenendo il coperchio chiuso, facendo in modo così che i gusci si aprano. A fine cottura togliete il coperchio ed eliminate eventuali cozze che non si fossero aperte. Prendete poi le cozze e rimuovete il guscio alla maggior parte di esse, lasciando con il guscio solo una parte più piccola per decorare il piatto finale.

Stessa cosa fate con le vongole. Anch’esse fatele cuocere in padella a coperchio chiuso e poi rimuovete quelle che sono rimaste chiuse durante la cottura. Poi sgusciatene una parte e tenetene un’altra con il guscio per decorare alla fine.

Se volete potete utilizzare il liquido di cottura delle vongole e delle cozze. Filtratelo però per bene per evitare che la sabbiolina vada a finire nel sugo delle fregule.

In una casseruola aggiungere un filo d’olio e uno spicchio d’aglio schiacciato. Fate soffriggere l’aglio per un paio di minuti e poi aggiungete la passata di pomodoro. Continuate la cottura del sugo per circa 5 minuti, regolate di sale e poi aggiungete la fregula tostata. Fatela saltare leggermente nel pomodoro e poi aggiungete due mestoli di brodo di pesce caldo. Abbassate il fuoco, mescolate ed incoperchiate. Proseguite con la cottura della frecula, aggiungendo anche il liquido di cottura delle cozze e delle vongole per circa 50 minuti, aggiungendo via via un mestolo di brodo dopo l’altro non appena la fregula comincia a risultare troppo asciutta.

Circa 5 minuti prima della cottura aggiungete al sugo con le fregule, le cozze e le vongole sgusciate. Mescolate e regolate eventualmente di sale.

A fine cottura preparate aggiungete anche le vongole e le cozze con il guscio e servite. La fregula con frutti di mare va gustata calda e appena preparata.

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Saturday, April 1, 2017

Malloreddus alla campidanese (gnocchetti sardi con salsiccia)

 Malloreddus alla campidanese (gnocchetti sardi con salsiccia)

Malloreddus alla campidanese (gnocchetti sardi con salsiccia)

Tempo 100x100Durata: 50 min
Difficoltà: facile

 Origine: Sardegna

I malloreddus alla campidanese sono una ricetta tipica sarda. I malloreddus, famosi in tutta Italia come gnocchetti sardi, sono originari del campidano. Fatti solamente di semola di grano duro e acqua, oggi è possibile acquistarli in tutti i negozi, ma sono di preparazione industriale, nulla a che vedere con quelli tradizionali freschi e fatti a mano. Il sugo tradizionale dei malloreddus è a base di pomodoro e salsiccia.

Vino in abbinamento: Cannonau di Sardegna DOC

Ingredienti

Ingredienti per 4 persone:

Malloreddus (gnocchetti sardi) 400g
Salsiccia 4
Pomodori maturi 500g
Cipolla 1
Aglio 1 spicchio
Pecorino sardo grattugiato q.b.
Basilico 4 foglie
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Riempite una pentola con dell’acqua calda e portate ad ebollizione, versateci dentro i pomodori e scottateli cuocendoli per 5-10 minuti. Poi scolateli, spellateli ed eliminate la parte con i semi. Passate i pomodori con un passaverdura per ottenere la polpa di pomodoro.

Prendete una padella, versateci un filo d’olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio schiacciato con tutta la buccia, e la cipolla tritata finemente. Dopo un paio di minuti unite le salsicce spellate e sbriciolate facendole rosolare per bene insieme alla cipolla. Quando la salsiccia risulterà ben dorata, aggiungete anche la polpa di pomodoro e le foglie di basilico. Regolate di sale e continuate la cottura per circa 40 minuti a fuoco lento e con il coperchio chiuso.

Prendete una pentola di acqua e portatela ad ebollizione. Aggiungete una presa di sale grosso, poi versate gli gnocchetti. Una volta cotti, scolateli e versateli nella padella con il sugo. Fate saltare i malloreddus per 3-4 minuti in modo che si insaporiscano per bene e poi spolverate con abbondante pecorino sardo grattugiato.

Servite i malloreddus alla campidanese ben caldi.

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