Thursday, March 2, 2017

Patate arrosto

patate arrosto

Patate arrosto

Tempo 100x100Durata: 45 min                 

Difficoltà: facile

 Cucina: Italia

Le patatine arrosto sono un ottimo contorno per arrosti di carne e pesce, spesso cotte insieme per assorbirne i loro sapori. Dal Tirolo alla Sicilia, questo contorno accomuna tutte le tradizioni delle diverse gastronomie regionali.  Buonissime ed amatissime a volte vengono preparate anche da sole e servite in un piatto a parte, aromatizzate con aglio, rosmarino, salvia, alloro, pepe e altri aromi.

Ingredienti

Per 4 persone

Patate gialle (sode) o rosse 1 kg
Rosmarino 1 rametto
Salvia o Alloro 3 foglie
Aglio 2 spicchi
Olio extravergine di oliva q.b.
Pepe q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Prendete le patate, lavatele e pelatele. Poi una volta sbucciate tagliatele a spicchi o a tocchettini di circa 2-3 cm di dimensione. Prendete una teglia da forno e versateci all’interno tutti i tocchettini di patate. Aggiungete due spicchi d’aglio con la buccia precedentemente schiacciati, le foglie di alloro o di salvia (a vostro gusto), il rametto di rosmarino diviso in due o tre parti (se volete potete aggiungere solo le foglie ), ed infine una buona grattata di pepe ed un po’ di sale. Aggiungete una buona dose di olio extravergine di oliva e mescolate il tutto per bene con un cucchiaio di legno. Mescolate finchè tutto l’olio  non si sarà ben distribuito sulla superficie delle patate.

Riscaldate il forno a 180°C e lasciate cuocere per circa 30 minuti. Continuate comunque la cottura fino al vostro grado di piacimento, se vi piacciono un po’ croccanti ed imbrunite.

Servite le patate arrosto ben calde sia da sole, che accompagnando con un bel piatto a base di carne o pesce.

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Chips – patatine fritte a fette

patattine fritte tonde sottili

Chips – Patatine fritte a fette

Tempo 100x100Durata: 15 min                 

Difficoltà: intermedia    

 Cucina: Italia

Le patatine fritte sono forse il contorno più amato da adulti e bambini. Diffusissime in tutto il mondo possono essere di tantissime forme, le più note sono le French Fries, tagliate a bastoncino, ma esistono anche una versione tagliata a fette sottili, chiamate Chips. Queste vengono più spesso utilizzate come snack più che vero contorno. In questo formato le patatine fritte risultano più croccanti e saporite rispetto alla versione a bastoncino.

La ricetta delle patatine fritte non è così semplice come si possa immaginare. Nonostante la semplicità del piatto, spesso i risultati sono disastrosi. Infatti esistono dei trucchi per rendere la cottura delle patatine migliore, rendendole più croccanti e asciutte fuori con un colore dorato uniforme e morbide dentro. Ma come? Vediamo nella ricetta.

Ingredienti

Per 4 persone

Patate gialle (sode) o rosse 200g
Olio per friggere q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Per prima cosa la qualità e la varietà della patata è essenziale per la perfetta riuscita del piatto. Per prima cosa le patate devono essere di pasta soda ed asciutta. Inoltre non tutte sono saporite uguali, quindi bisogna fare esperienza e trovare la varietà giusta, infatti molte volte vengono vendute come patate generiche o patate di questo posto o di quest’altro ma che in realtà non lo sono. Anche l’età delle patate gioca un ruolo importante, se sono vecchie si sfalderanno più facilmente. Cercate di maturare una certa esperienza, servono vari tentativi, comunque se le trovate avrete trovato una varietà che ben si adatta anche per le cotture arrosto. Se si scelgono le patate rosse si va un po’ più sul sicuro come consistenza, ma poi bisogna vedere il sapore.

Prendete quindi le patate, lavatele e sbucciatele. Tagliatele a fette molto sottili, utilizzando una mandolina o una macchiana affettatrice. Se non l’avete utilizzate un coltello spesso da verdura e ben affilato, (quello per tagliare il cavolo) questo vi aiuterà a tenere un taglio dritto.

Poi mettete le patate in ammollo in acqua per un po’ di tempo (circa 15-20 minuti), cambiate l’acqua finché questa non risulterà limpida. Questo serve a rimuovere l’eccesso di amido che oltre all’acqua può causare problemi durante la cottura. Qualcuno preferisce scottarle in acqua bollente per circa 2-3 minuti (metodo più rapido).

Poi in entrambe i casi, scolatele ed asciugatele attentamente. Non ci deve essere traccia di umidità evidente.

Prendete una pentola adatta per la frittura, magari anche una friggitrice e fate raggiungere una buona temperatura all’olio della frittura (rimanete al di sotto del punto di fumo dell’olio scelto). Infatti anche la temperatura è un fattore molto importante, le patatine fritte in olio freddo tenderanno ad ammollarsi e ad impolpare olio… Importante è anche la quantità di olio rispetto alla patate da aggiungere. Infatti se le patate sono fredde e vengono aggiunte a poco olio, l’olio si raffredderà troppo perdendo la sua corretta temperatura. Allora aggiungete meno patate e magari dividete la frittura in due parti.

La frittura va divisa in due parti. La prima frittura deve essere lunga e servirà ad eliminare l’acqua in eccesso dalle patate e a cuocerle all’interno. Vedrete infatti le patate produrre moltissime bolle nell’olio…il vapore (cioè l’acqua che se ne va). Tenete le patate in frittura per circa 5-6 minuti a seconda della temperatura dell’olio. In questa fase di frittura le patate rimarranno di un colore giallo. Poi toglietele dalla frittura e lasciatele asciugare su carta assorbente e lasciatele continuare a svaporare….Mi raccomando non copritele con niente altrimenti si ammolleranno per effetto del vapore.

La seconda temperatura serve a dorare la patatina e a renderla croccante. Una volta che le patate si saranno raffreddate, aggiungetele in minor quantità all’olio di frittura e lasciatele friggere per circa 2-3 minuti. Vedrete infatti in questa fase della frittura che sarà il colore delle patate a mutare, tendendo dal giallo al dorato e poi al bruno…(qui siete andati troppo oltre…;).

Una volta cotte, toglietele dall’olio di frittura, lasciatele asciugare su di un foglio di carta assorbente e poi servitele dopo aver aggiunto un bel po’ di sale. Le patatine fritte vanno servite ben calde.

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Patatine fritte

patatine fritte

Patatine fritte

Tempo 100x100Durata: 20 min                 

Difficoltà: intermedia    

 Cucina: Italia

Le patatine fritte sono forse il contorno più amato da adulti e bambini. Diffusissime in tutto il mondo e note come French Fries, oltre che in Italia, spesso vengono consumate anche come snack. Veloci, semplici da preparare sono da sempre il contorno di moltissimi piatti a base di carne, come bistecche e hamburger. Le patatine fritte hanno diverse forme, ma quelle a bastoncini sono le più classiche e diffuse.

Comunque in realtà questa ricetta non è così semplice come si possa immaginare. Nonostante però la semplicità del piatto, spesso i risultati sono disastrosi. Infatti esistono dei trucchi per rendere la cottura delle patatine migliore, rendendole più croccanti e asciutte fuori con un colore dorato uniforme e morbide dentro. Ma come? Vediamo nella ricetta.

Ingredienti

Per 4 persone

Patate gialle (sode) o rosse 200g
Olio per friggere q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Per prima cosa la qualità e la varietà della patata è essenziale per la perfetta riuscita del piatto. Per prima cosa le patate devono essere di pasta soda ed asciutta. Inoltre non tutte sono saporite uguali, quindi bisogna fare esperienza e trovare la varietà giusta, infatti molte volte vengono vendute come patate generiche o patate di questo posto o di quest’altro ma che in realtà non lo sono. Anche l’età delle patate gioca un ruolo importante, se sono vecchie si sfalderanno più facilmente. Cercate di maturare una certa esperienza, servono vari tentativi, comunque se le trovate avrete trovato una varietà che ben si adatta anche per le cotture arrosto. Se si scelgono le patate rosse si va un po’ più sul sicuro come consistenza, ma poi bisogna vedere il sapore.

Prendete quindi le patate, lavatele e sbucciatele. Tagliatele dapprima a fette e poi ogni fetta a bastoncino. Utilizzate un coltello spesso da verdura e ben affilato.

Poi mettete le patate in ammollo in acqua per un po’ di tempo (circa mezz’ora), cambiate l’acqua finchè questa non risulterà limpida. Questo serve a rimuovere l’eccesso di amido che oltre all’acqua può causare problemi durante la cottura. Qualcuno preferisce scottarle in acqua bollente per circa 2-3 minuti (metodo più rapido).

Poi in entrambe i casi, scolatele ed asciugatele attentamente. Non ci deve essere traccia di umidità evidente.

Prendete una pentola adatta per la frittura, magari anche una friggitrice e fate raggiungere una buona temperatura all’olio della frittura (rimanete al di sotto del punto di fumo dell’olio scelto). Infatti anche la temperatura è un fattore molto importante, le patatine fritte in olio freddo tenderanno ad ammollarsi e ad impolpare olio… Importante è anche la quantità di olio rispetto alla patate da aggiungere. Infatti se le patate sono fredde e vengono aggiunte a poco olio, l’olio si raffredderà troppo perdendo la sua corretta temperatura. Allora aggiungete meno patate e magari dividete la frittura in due parti.

La frittura va divisa in due parti. La prima frittura deve essere lunga e servirà ad eliminare l’acqua in eccesso dalle patate e a cuocerle all’interno. Vedrete infatti le patate produrre moltissime bolle nell’olio…il vapore (cioè l’acqua che se ne va). Tenete le patate in frittura per circa 7-10 minuti a seconda della temperatura dell’olio. In questa fase di frittura le patate rimarranno di un colore giallo. Poi toglietele dalla frittura e lasciatele asciugare su carta assorbente e lasciatele continuare a svaporare….Mi raccomando non copritele con niente altrimenti si ammolleranno per effetto del vapore.

La seconda temperatura serve a dorare la patatina e a renderla croccante. Una volta che le patate si saranno raffreddate, aggiungetele in minor quantità all’olio di frittura e lasciatele friggere per circa 3-4 minuti. Vedrete infatti in questa fase della frittura che sarà il colore delle patate a mutare, tendendo dal giallo al dorato e poi al bruno…(qui siete andati troppo oltre…;).

Una volta cotte, toglietele dall’olio di frittura, lasciatele asciugare su di un foglio di carta assorbente e poi servitele dopo aver aggiunto un bel po’ di sale. Le patatine fritte vanno servite ben calde.

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Patate

 Le patate - diversi colori

Le Patate

Le Patate sono forse l’ortaggio più amato e consumato in tutta Italia, anche più del pomodoro.

La coltivazione delle patate è molto diffusa non solo in Italia, ma anche in tutta Europa. Questo è dovuto alla grande capacità di adattamento di questo ortaggio. Infatti indipendentemente dai climi (dalla Norvegia all’Egitto) e dalle altitudini (infatti può essere coltivata benissimo anche in montagna) questa pianta cresce rigogliosa dappertutto, differenziandosi certo in varietà diverse ognuna con diverse caratteristiche, che la rendono adatta a particolari usi.

In fondo all’articolo troverete tutte le ricette con le patate.

Una patata mille colori

Uno degli aspetti più interessanti delle patate è il loro colore, indipendentemente dalle varietà tendiamo a riconoscerle dal colore della buccia. Ecco qua alcuni esempi e il modo migliore per utilizzarle:

Patata bianca

patata bianca

Questa patata ha una buccia molto chiara, bianco-avorio e la polpa è molto farinosa. Quindi tende durante la cottura a perdere forma. Quindi questo tipo di patata si adatta bene per la preparazione di purè o di farine. Per esempio può essere utilizzata direttamente per sostituire la fecola di patate comprata aggiungendola passata direttamente agli ingredienti per dolci.

Patata gialla

patata gialla

Queste patate hanno una pasta abbastanza soda e compatta che le garantisce un’ottima consistenza anche dopo una lunga cottura in acqua. Quindi sono adatte per essere utilizzate sia lesse e poi tagliate a pezzi per un’insalata di patate, ma anche per spezzatini e stufati. Inoltre la sua buona consistenza la rende adatta anche per preparazioni si arrosti, gratinate  o fritte. Quindi si tratta della tipologia più versatile.

Patata rossa

patata rossa

Queste patate sono facilmente riconoscibili per il colore rosso della loro buccia. La pasta all’interno è gialla e molto soda ed asciutta. Quindi sono la varietà di patata che meglio si adatta alla frittura dato il suo basso contenuto di acqua.

Patata viola

patata viola

Questa patata è giunta sul nostro mercato abbastanza recentemente. Per chi non la conoscesse, questa patata ha una buccia scura tendente al violetto, ma è la pasta all’interno che è  di color viola. Quindi questa patata si adatta molto a preparazioni colorate di effetto. Per esempio può essere fritta insieme alle altre a pasta gialla per dare effetti di colore in alternanza. Oppure se lessa e poi passata si possono avere creme ed impasti di colore viola da usare come ripieni colorati o per purè a vari colori.

Patata dolce arancione

patata dolce arancione

Questa varietà di patata dolce, di origine straniera, una varietà di quella americana, si sta diffondendo sul nostro mercato per le sue qualità nutritive, infatti oltre che ad avere una polpa di colore arancione, deve questo colore proprio a grandi quantità di carotene. Di sapore dolce e forma allungata ha una buccia spessa e dura. Adatta anch’essa a svariati usi.

La produzione italiana

In Italia, il 35% della produzione italiana proviene dalle due regioni Campania ed Emilia Romagna. Comunque anche altre regioni italiane producono un grande quantitativo di patate come Abruzzo, Veneto, Toscana e Calabria.

Discorso a parte va fatto invece per la produzione di patate novelle di cui il 90% della produzione viene coperto dalle regioni meridionali come Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna.

cassette di patate

La produzione italiana

In Italia, il 35% della produzione italiana proviene dalle due regioni Campania ed Emilia Romagna. Comunque anche altre regioni italiane producono un grande quantitativo di patate come Abruzzo, Veneto, Toscana e Calabria.

Discorso a parte va fatto invece per la produzione di patate novelle di cui il 90% della produzione viene coperto dalle regioni meridionali come Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna.

Patate per tutto l’anno

La raccolta delle patate comincia a marzo con le varietà più precoci al sud mentre continua in tutta Italia per i mesi successivi, passando da giugno per le patate comuni, mentre prosegue fino a dicembre per le varietà extrastagionali, dette bisestili. Questo permette di avere a disposizione sul mercato patate fresche praticamente per tutto l’anno.

Mentre le altre patate una volta raccolte possono essere conservate per un certo periodo di tempo, le patate novelle devono essere consumate fresche. Infatti devono essere messe in commercio entro 6-7 giorni dalla raccolta. Le altre varietà invece possono essere conservate tranquillamente in celle frigorifere a circa 7-8°C di temperatura, dopo essere state sottoposte a trattamento antigermogliante. Questo garantisce una distribuzione più uniforme del prodotto dilatando di mesi la messa in vendita di una particolare varietà di patata.

Le patate d’eccellenza – IGP e DOP

Anche se la produzione della patata a portato a prodotti con determinati standard di qualità, uniformando molto il prodotto, in Italia è possibile trovare delle patate che si evidenziano per standard qualitativi e soprattutto conservano, grazie a metodi di produzione più basati sulla qualità che sulla quantità, i sapori e le caratteristiche delle ‘patate di una volta’.

Molte di queste varietà sono state caratterizzate e riconosciute da marchi IGP e DOP.

  • Patata di Bologna DOP

Ovale, allungata, dalla buccia liscia, appartiene alla varietà Primura

  • Patata della Sila IGP

Patata dalla buccia spessa e con la polpa consistente, ideale per le fritture.

  • Patata di Montese
  • Novella Sieglinde di Galatina
  • Patata tipica di Siracusa
  • Patata Felix campana

le piante delle patate

Patate arricchite con selenio e iodio

Spesso troviamo in mercato patate con la dicitura ‘arricchite con selenio e iodio’. Queste patate infatti vengono arricchite con questi elementi necessari al fabbisogno nutritivo giornaliero. L’arricchimento avviene tramite metodo naturale, i due elementi vengono spruzzati gradualmente sulle foglie delle piante durante la vita della pianta, ed essa va via via accumulandoli nei tuberi, le patate appunto.

Questi elementi rimangono all’interno della patata anche dopo la cottura, anche se il quantitativo che contengono non copre al 100% il fabbisogno giornaliero. Si calcola che dovremmo consumare altrimenti dai 600g ad 1Kg di patate al giorno arricchite di questi elementi.

Le ricette con le patate

Data la grande adattabilità e diffusione della patata, sono infinite le ricette che sono entrate a far parte della nostra tradizione, insieme a tantissime altre ricette di origine straniera ma che sono entrate a far parte della nostra gastronomia italiana.

patatine fritte a bastoncino Patatine fritte
patattine fritte tonde sottili m Chips – Patatine fritte a fette

 

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Wednesday, March 1, 2017

Minestra maritata

minestra maritata

Minestra maritata

Tempo 100x100Durata: 3h                 

Difficoltà: difficile

 Origine: Campania

La minestra maritata, o pignatto grasso, è una ricetta tipica della Campania. Da come afferma il Cavalcanti nel suo libro la cucina napoletana, questo piatto era il piatto napoletano per eccellenza, prima di venir poi spodestato dai maccheroni al sugo. Importata dagli spagnoli, fu immediatamente reinterpretata con gli ingredienti locali che erano a disposizione. Abbiamo quindi una minestra ricchissima di ingredienti tra cui molti tagli di maiale, parti avanzate di formaggio (stiamo parlando di croste di formaggio), ed un misto di verdure tra cui broccoli, broccoletti, cicoria e cappuccio. In questa ricetta viene proposta la versione moderna del Cavalcanti.

Come vedrete durante le fasi della ricetta si otterranno due minestre, una di verdure e una di carne. La minestra di verdure sarà da “maritare”…. da qui il nome. 😉

Ingredienti

Per 8 persone:

Broccoli di foglia (mondata) 400g
Broccoletti (mondati) 300g
Cicoria e scarolella  (mondata) 800g
Cappuccia (mondata) 450g
Torzelle (mondata) 400g
Osso di prosciutto 1
Cotiche di prosciutto 250g
Salamino 250g
Carne di Maiale 300g
Salsicce 3
Lardo 150g
Crosta di formaggio q.b.
Mazzetto napoletano (odori) 1
Peperoncino 1
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Prendete le varie parti di carne e di salate e ponetele all’interno di una grossa pentola, insieme al mazzetto (Il mazzetto è un insieme di erbe aromatiche legate assieme per dare sapore a brodi e sughi, tipo prezzemolo, timo, alloro e chiodi di garofano). Ricoprite il tutto con dell’acqua e portate ad ebollizione. Lasciate cuocere il tutto a fuoco lento per circa 2 ore e mezzo.

Nel frattempo prendete tutte le verdure, lavatele e mondatele eliminando parti non buone. Poi separate le foglie e/o tagliatele a pezzi più piccoli.

Quando tutti i tagli di carne saranno ben cotti, tirateli fuori dal brodo e tagliateli tutti a piccoli pezzi di circa 3-4 centimetri. Eliminate l’osso di prosciutto. Tenete i pezzi di carne da parte, ricoprendoli con 3-4 di mestoli di brodo per non farli seccare.

Per quanto riguarda il brodo nella pentola, fatelo raffreddare, e poi una volta freddo eliminate tutto il grasso presente sulla superficie. Una volta ripulito il brodo (potete filtrarlo), riscaldatelo nuovamente. Quando ribollirà nuovamente aggiungete le verdure a pezzi e scottatele nel brodo per circa 5-6 minuti. Ritoglietele dal brodo e mettetele in un colapasta (senza scolarle mi raccomando). Eliminate i liquidi interni delle verdure premendo leggermente con il mestolo sopra di esse. Poi rimettetele nel brodo bollente, insieme però alle scorze di formaggio a pezzi e al peperoncino. Lasciate cuocere questa volta le verdure per circa mezz’ora. A metà cottura assaggiate e regolate di sale.

A parte riscaldate i pezzi di carne con il brodo che avevate aggiunto. Alla fine riunite le due minestre, da qui appunto “maritata”, e servite. Oppure potete servire le due minestre separate, lasciando ai commensali la libertà di dosare le due minestre a loro piacimento.

Servite la minestra maritata, o le due minestre da “maritare” ben calde, magari con del formaggio grattugiato da aggiungere a parte.

 

 

 

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Strascinati con pomodoro e ricotta salata

strascinati al pomodoro e ricotta salata

Strascinati con pomodoro e ricotta salata

Tempo 100x100Durata: 45 min + 30 min                 

Difficoltà: media 

basilicata Origine: Basilicata

Gli strascinati con pomodoro e ricotta salata sono una ricetta tipica della Basilicata. Nell’area compresa tra la Puglia e la Basilicata, sono moltissimi i formati di pasta che tradizionalmente venivano preparati in casa.  Uno di questi sono gli strascinati, un formato di pasta simile ai capunti solo che sono più larghi e aperti. Il loro nome deriva proprio dalla modalità con cui vengono preparati: “strascinando” piccoli porzioni di pasta sulla spianatoia facendo presa tre dita. Una delle ricette più semplici ma molto saporite sono con un sugo di pomodori freschi e alla fine ricoperti da una grande quantità di ricotta salata grattugiata.

Ingredienti

Per 4 persone:

Strascinati 400g
Pomodorini freschi 400g
Aglio 2 spicchi
Basilico 3-4 foglie
Peperoncini freschi 1
Ricotta salata q.b.
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.

Per la preparazione degli strascinati

Farina di semola di grano duro 300g
Acqua 150ml
Sale q.b.

Procedimento

Preparate una spianatoia su cui disporrete la farina a fontana. Nell’incavo centrale versate l’acqua precedentemente salata, gradualmente in modo che possa essere incorporata dalla farina senza rischiare di versarla fuori. Poi una volta incorporata impastate più vigorosamente per una quindicina di minuti, il tempo necessario ad ottenere un impasto liscio, omogeneo ed elastico.

Una volta ottenuta la giusta consistenza, formate una palla e lasciate riposare l’impasto per 30 minuti, ponendolo in una ciotola e lasciandolo riposare in un luogo riparato.

Una volta trascorso il tempo, riprendete l’impasto, disponetelo sulla spianatoia e ricavate da esso delle piccole porzioni. Fate rotolare queste porzioni in modo da ottenere dei cilindri di pasta simili a grissini, e poi suddivideteli in pezzi di circa 4 cm di lunghezza.

Prendete ogni singolo pezzettino e fate pressione su di esso con tre dita, allo stesso tempo strusciatelo sulla spianatoia tirandolo verso di voi. Se effettuerete l’operazione nello stesso tempo e con la giusta pressione otterrete i famosi strascinati. Riprovate più volte se non vi verrà nei primi tentativi. Poi una volta ottenuti, se sono ancora chiusi (i capunti) potete aprirli con la mano ed ottenere gli strascinati. Lasciateli asciugare su di un canovaccio o su di un vassoio in cui avete messo della farina di semola.

Adesso occupiamoci della preparazione del sugo.

Prendete i pomodorini, lavateli e poi tagliateli a pezzettini, raccogliendoli in una ciotolina. Aggiungete un po’ di sale e le foglie di basilico. Nel frattempo si insaporiranno leggermente.

Prendete una casseruola e aggiungete un filo di olio extravergine d’oliva. Aggiungete aggiungete gli spicchi d’aglio schiacciati ma ancora con la buccia (li toglierete successivamente, così danno più sapore), ed il peperoncino fresco tagliato a pezzi (se ne avete, altrimenti va bene anche secco). Fate soffriggere l’aglio per 3-4 minuti e poi versate i pomodori tagliati a pezzettini nella ciotola. Lasciate cuocere il sugo a fuoco lento e a coperchio chiuso per circa 15 minuti. Mescolate ogni tanto e regolate di sale.

Prendete una pentola riempitela di acqua e portatela ad ebollizione. Aggiungete una presa di sale e poi versate gli strascinati. Una volta cotti scolateli ed aggiungeteli al sugo (potete rimuovere gli spicchi d’aglio prima). Mescolate per bene e poi distribuite le varie porzioni.

Poi prendete la ricotta salata e grattatela abbondantemente sopra ogni porzione. Potete guarnire se vi va con delle foglie di basilico.

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Strascinati con i peperoni cruschi e mollica

strascinati ai peperoni cruschi

Strascinati con peperoni cruschi e mollica

Tempo 100x100Durata: 45 min + 30 min                 

Difficoltà: media 

basilicata Origine: Basilicata

Gli strascinati con i peperoni cruschi e mollica sono una ricetta tipica della Basilicata. Nella gastronomia tradizionale lucana, i peperoni cruschi sono uno degli ingredienti più utilizzati, li possiamo trovare sia come antipasto che come forma di condimento di paste fatte in casa o secondi di carne o pesce, tra cui il baccala con i peperoni cruschi. Una delle ricette più famose e tradizionali li vuole con i strascinati, un formato di pasta tipico di una vasta zona che comprende sia la Puglia che la Basilicata, simile ai capunti solo che sono più larghi e aperti. Il loro nome deriva proprio dalla modalità con cui vengono preparati: strascinando piccoli porzioni di pasta sulla spianatoia facendo presa tre dita.

Ingredienti

Per 4 persone:

Strascinati 400g
Pane raffermo (o pangrattato) 80g
Aglio 2 spicchi
Peperoni cruschi 6
Acciuga sottolio (o sotto sale) 1 filetto
Peperoncini freschi 1
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.

Per la preparazione degli strascinati

Farina di semola di grano duro 300g
Acqua 150ml
Sale q.b.

Procedimento

Preparate una spianatoia su cui disporrete la farina a fontana. Nell’incavo centrale versate l’acqua precedentemente salata, gradualmente in modo che possa essere incorporata dalla farina senza rischiare di versarla fuori. Poi una volta incorporata impastate più vigorosamente per una quindicina di minuti, il tempo necessario ad ottenere un impasto liscio, omogeneo ed elastico.

Una volta ottenuta la giusta consistenza, formate una palla e lasciate riposare l’impasto per 30 minuti, ponendolo in una ciotola e lasciandolo riposare in un luogo riparato.

Una volta trascorso il tempo, riprendete l’impasto, disponetelo sulla spianatoia e ricavate da esso delle piccole porzioni. Fate rotolare queste porzioni in modo da ottenere dei cilindri di pasta simili a grissini, e poi suddivideteli in pezzi di circa 4 cm di lunghezza.

Prendete ogni singolo pezzettino e fate pressione su di esso con tre dita, allo stesso tempo strusciatelo sulla spianatoia tirandolo verso di voi. Se effettuerete l’operazione nello stesso tempo e con la giusta pressione otterrete i famosi strascinati. Riprovate più volte se non vi verrà nei primi tentativi. Poi una volta ottenuti, se sono ancora chiusi (i capunti) potete aprirli con la mano ed ottenere gli strascinati. Lasciateli asciugare su di un canovaccio o su di un vassoio in cui avete messo della farina di semola.

Adesso occupiamoci della preparazione del sugo.

Prendete i peperoni cruschi secchi e rimuoveteli del gambo e della parte centrale, asportando così anche tutti i semi all’interno. Alla fine dovreste ottenere solo la parte rossa del peperone per intenderci.

Prendete una grossa padella e aggiungete un po’ di olio d’oliva. Portatelo a buona temperatura e poi versateci i peperoni cruschi. Fateli rosolare per bene girandoli di lato in modo che vengano dorati in ogni parte della superficie, poi toglieteli e lasciateli asciugare su di un foglio di carta assorbente. Nello stesso olio poi aggiungete gli spicchi d’aglio schiacciati ma ancora con la buccia (li toglierete successivamente, così danno più sapore), il filetto d’acciuga ed il peperoncino fresco tagliato a pezzi (se ne avete, altrimenti va bene anche secco). Fate soffriggere l’aglio e aiutate a disciogliere il filetto d’acciuga nell’olio schiacciandolo con una forchetta. Poi aggiungete la mollica di pane precedentemente ammollata e ben strizzata (oppure il pangrattato).

Prendete una pentola riempitela di acqua e portatela ad ebollizione. Aggiungete una presa di sale e poi versate gli strascinati. Una volta cotti scolateli ed aggiungeteli nel soffritto (potete rimuovere gli spicchi d’aglio prima) insieme alla mollica di pane e ai peperoni cruschi.

Mescolate e fateli saltare in padella per 3-4 minuti in modo che gli strascinati si insaporiscano per bene.

Servite gli strascinati con i peperoni cruschi ben caldi.

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